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Il gruppo Convivium Decrescita Torino

Il gruppo Convivium Decrescita Torino è nato nel 2015 dall'idea di riscoprire un antico metodo di lettura condivisa, già praticato da alcuni di noi, e di intrecciarlo con la pratica illichiana del convivium.

L’idea, in sé apparentemente innocua, è diventata un’occasione di incontro e di ascolto. Una manciata di persone che non si erano mai viste prima ha scelto di percorrere insieme un sentiero, che ci ha portato ad osservare il mondo, attorno a noi e dentro di noi, attraverso la lente fornita, dapprima, da alcuni autori importanti del pensiero della decrescita, come Ivan Illich e Cornelius Castoriadis. E’ stato così che, sera dopo sera, lettura dopo lettura, abbiamo cominciato a prenderci gusto. Proprio come suggerisce Illich, abbiamo riscoperto nella convivialità un’occasione per incontrarsi e fermarsi a pensare, per aprire una parentesi nel frastuono quotidiano, e per provare a "crescere" (!) attraverso il confronto e la condivisione.

Le letture

Il primo ciclo di letture sui precursori della decrescita ci ha spinto ad interrogarci sulle alternative all'attuale modello socio-economico. Il secondo ciclo è stato dedicato alle Utopie Concrete. E’ possibile costruire alternative? Qualcuno ci ha provato nella storia e qualcuno ci sta provando oggi? Con queste domande ci siamo accostati a Tommaso Moro e al suo viaggio fantastico sull'isola di Utopia, per poi passare a Gandhi e alla sua lotta per l’autodeterminazione e a Tolstoj, che lo ha fortemente influenzato; abbiamo poi esplorato Thoreau e la sua ricerca attraverso la natura selvaggia, per arrivare ad Owen, che attraverso i suoi esperimenti ha provato a costruire comunità alternative a quelle del suo tempo. Per non restare troppo sulle nuvole, abbiamo conosciuto gli amici della Rete Italiana Villaggi Ecologici e di Mondo di Comunità e Famiglia e ci siamo confrontati con chi oggi sta concretamente tentando con coraggio ed entusiasmo modelli di vita alternativi.

Il progetto Scenari di futuro

Il progetto Scenari di futuro è nato in seno a questo percorso, come azione che sentiamo urgente e necessaria al fine di ricordarci che, per quanto difficile sia la sfida a cui l'insostenibilità dell'attuale modello di sviluppo ci pone di fronte, dovremo in qualche modo affrontarla. Distogliere lo sguardo dal futuro, e rimanere ancorati alla quotidianità e ai suoi sempre più numerosi problemi, ci permette di non guardare quello che ci spaventa. Ma è una tranquillità artificiale e superficiale. Guardare in faccia alla realtà non è mai facile: la nostra proposta è provare a farlo insieme, cercando poi di elaborare percorsi concreti di transizione.

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